
Strategie di Recupero con la Dott.ssa Maria Teresa Pereira Ruiz
L’infortunio al legamento crociato anteriore (LCA) rappresenta una delle sfide più ardue per chi pratica sport. Tuttavia, la chiave per tornare in campo in totale sicurezza non risiede esclusivamente nell’intervento chirurgico, ma soprattutto in un percorso riabilitativo strutturato e personalizzato.
In una recente intervista, la Dott.ssa Maria Teresa Pereira Ruiz, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione con oltre 20 anni di esperienza nella gestione delle patologie muscoloscheletriche e nella riabilitazione sportiva, ha fatto chiarezza sulle fasi del recupero e sulle strategie più efficaci per tornare all’attività fisica.
I punti chiave dell’intervista
1. Il ruolo cruciale del Crociato Anteriore Il crociato anteriore è fondamentale per la stabilità del ginocchio, in quanto impedisce lo scivolamento in avanti della tibia rispetto al femore. Per uno sportivo si tratta di una struttura indispensabile: in caso di rottura, l’approccio chirurgico è spesso inevitabile per poter riprendere a fare sport in sicurezza [00:49].
2. Cosa fare (e non fare) subito dopo l’infortunio La gestione immediata della fase acuta è vitale. La Dott.ssa Pereira sottolinea l’importanza di controllare l’infiammazione tramite riposo, ghiaccio, elevazione dell’arto e, se necessario, l’uso di una ginocchiera. Inoltre, è fondamentale preparare il ginocchio all’intervento chirurgico attraverso esercizi specifici per recuperare l’articolarità (specialmente l’estensione) e iniziare l’attivazione muscolare [01:28].
3. Un percorso riabilitativo su misura La riabilitazione del LCA è un processo lungo e complesso che necessita di uno staff altamente specializzato. Il percorso deve essere strettamente personalizzato in base alle esigenze del paziente (che si tratti di un atleta professionista o amatoriale) e prevede un’evoluzione graduale: dal recupero dei movimenti di base fino alle complesse fasi di reinserimento nello sport [02:12].
4. Il ritorno in campo in sicurezza Decidere quando un atleta è pronto per tornare a gareggiare è una delle fasi più delicate e discusse. Per ridurre al minimo i rischi, vengono impiegati parametri di misurazione rigorosi [03:10]:
- Test isocinetici per valutare il recupero della forza.
- Test di salto per misurare le dinamiche funzionali.
- Test psicologici per accertare la reale prontezza mentale dell’atleta.
- Analisi dei pattern motori per individuare difetti di movimento che predispongono alla lesione.
Quest’ultimo aspetto è cruciale soprattutto nei giovani atleti (ad esempio nel calcio). Il rischio di subire un nuovo infortunio durante il primo anno post-operatorio può sfiorare il 30% se non vengono corretti gli schemi di movimento sbagliati [03:58].
5. La prevenzione delle ricadute Il lavoro non finisce con il ritorno in campo. Per prevenire nuove lesioni, è necessario mantenere nel tempo un programma di esercizi specifici e continuare ad analizzare i movimenti a rischio insieme al proprio team di riabilitazione [04:41].
Vuoi iniziare un percorso riabilitativo mirato o desideri un parere specialistico? Affidati all’esperienza della Dott.ssa Maria Teresa Pereira Ruiz per un recupero sicuro, seguito passo dopo passo.
